Il notebook è lo strumento di lavoro numero uno. Sceglierlo bene significa evitare rallentamenti tra due anni e non pagare per caratteristiche che non userai. Ecco la guida pratica.

Ogni inizio anno è il momento in cui aziende e professionisti valutano il rinnovo dei portatili. Le sigle sui volantini confondono: proviamo a mettere ordine su cosa conta davvero, in base a come si usa il computer.

Le quattro cose che contano

  1. SSD, sempre. Un disco a stato solido da almeno 256 GB (meglio 512) è ciò che rende un PC "veloce". Nessun hard disk meccanico nel 2026.
  2. RAM: 16 GB è il nuovo standard. 8 GB bastano solo per usi leggerissimi; con browser, gestionale e videochiamate aperti insieme, 16 GB fanno la differenza.
  3. Processore adeguato all'uso. Per ufficio e navigazione un processore di fascia media è più che sufficiente; per grafica, CAD o virtualizzazione si sale di categoria.
  4. Autonomia e peso. Chi si sposta vuole una batteria che regga la giornata e un peso sotto 1,6 kg.

Abbina il notebook al lavoro

ProfiloConfigurazione consigliata
Ufficio, amministrazioneCore i3/i5 o Ryzen 5, 16 GB RAM, SSD 512 GB, 14"–15,6"
Professionista in mobilitàUltraportatile 14", 16 GB, SSD 512 GB, buona autonomia
Grafica / CAD / progettazioneCore i7/Ryzen 7, 32 GB, SSD 1 TB, scheda video dedicata
Uso domestico e studioCore i3/Ryzen 3, 16 GB, SSD 256/512 GB, 15,6"

Non solo l'hardware

Per le aziende contano anche la garanzia (le estensioni on-site evitano fermi lunghi), la tastiera in italiano e la presenza del sistema operativo Pro dove serve la gestione centralizzata. Per i privati, spesso conta di più il rapporto qualità/prezzo e un buon schermo.

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